FAMIGLIAValerio Marinelli: “No alla proposta di legge regionale sulla famiglia; meglio pensare alla tutela delle giuridica delle coppie di fatto”
• 16 ottobre 2009 17:03
"Il Consiglio regionale dell’Umbria si appresta ad avviare la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla famiglia, una proposta rispetto alla quale noi della mozione Marino siamo decisamente contrari". a parlare è Valerio Marinelli, candidato alla segreteria regionale del Pd con la mozione Marino. "Di questa proposta, - spiega - che guarda solo alle famiglie tradizionali basate sul matrimonio, non condividiamo l’impostazione generale che vuole annullare le politiche sociali nelle sole politiche di sostegno alla famiglia. Si tratta, inoltre, di una proposta che affonda le proprie radici nel passato e non rispecchia assolutamente la realtà umbra di oggi. Anche nella nostra regione, come in Italia, continuare a pensare a un welfare basato sulla famiglia tradizionale significa imbrigliare le politiche sociali all’interno di uno schema superato e, allo stesso tempo, bloccare le innovazioni necessarie per la crescita della nostra società. Quello di cui l’Umbria e l’Italia hanno bisogno - prosegue - è una politica capace di guardare in avanti e non di antiquate posizioni ideologiche, come quelle che sembrano essere alla base di questa proposta di legge. E’, a nostro avviso, incomprensibile che la Regione si faccia carico, tanto per fare un esempio, di corsi di formazione al matrimonio, quando ci sono centinaia di cittadini umbri che hanno scelto la convivenza e che non sono tutelati. Si tratta di coppie di fatto, etero ed omosessuali, che pagano un pesante deficit di diritti, una condizione assurda e intollerante in un Paese democratico, che, nei fatti, limita la sfera dei diritti di chi ha fatto una scelta di vita e sessuale altra rispetto alla maggioranza. Ma sull’iter di questa proposta di legge - conclude Marinelli - ha pesato e non poco anche l’intervento delle gerarchie ecclesiastiche attraverso una presa di posizione dei vescovi umbri, che ha tanto l’odore dell’ingerenza".






















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