VOTAZIONIUn altro approccio al Congresso Pd: la sfida di "Umbria per Marino"
Romina Perni • 21 settembre 2009 14:02
Nel Partito Democratico si comincia a respirare un'aria di cambiamento. Per tantissimi iscritti e simpatizzanti – il cui numero cresce ogni giorno di più – la mozione del sen. Ignazio Marino rappresenta, infatti, una vera e propria ventata d'aria fresca. Marino è il “terzo uomo”, il candidato fuori dagli schemi, dagli apparati, dalle correnti e dalle appartenenze passate; il candidato che intende dare compimento ad un progetto democratico ancora mai realizzato. Dare al PD una vita, un contenuto e una forma definiti e chiari, ripartendo dalle persone che lo compongono, dalla forza delle loro idee e delle loro passioni.
In questi due anni di vita il Partito Democratico ha perso tanti, troppi consensi. Ha parlato a troppe voci e in modo indeciso, non ha saputo esprimere una classe dirigente all'altezza delle aspettative. Se era nato per essere un partito forte, di sinistra, aperto e inclusivo, il Pd si è invece dimostrato una riproposizione imperfetta delle realtà che lo avevano preceduto, di cui ha conservato solo le contraddizioni e i punti deboli. La scelta di Marino si situa sulla scia di questo spirito di rinnovamento, incarnato in Umbria da Valerio Marinelli, il più giovane candidato alla segreteria regionale d'Italia. In risposta alla battaglia serrata che stanno portando avanti gli altri candidati, Marinelli gioca la carta della qualità della proposta politica, del rifiuto dei tatticismi fini a se stessi, del coinvolgimento costruttivo delle persone, non finalizzato solo a misurare rapporti di forza ormai consolidati. La sua sfida è sui contenuti della politica. Il suo programma è limpido, semplice, ma soprattutto aperto ai contributi di tutti (htpp://umbriapermarino.wordpress.com). Il suo linguaggio mira dritto al cuore delle persone, interrogandole sui problemi e ascoltando le loro proposte, fornendo, infine, una risposta dettagliata e precisa, coerente al progetto politico di un partito che fa ciò che dice e parla ad una sola voce.
I candidati che abbiamo presentato nelle liste “Umbria per Marino” sono degli “appassionati” della politica, con alle spalle storie capaci di riconnettere il partito alla società viva e pulsante della nostra regione. Il PD non sta tra la gente; è fatto dalla gente che lo ama e lo milita perché crede che possa essere un valido strumento di cambiamento.
Insieme a Marino e a Marinelli ci immaginiamo anche in Umbria un partito che –finalmente-
faccia Politica e non si limiti a gestire cariche o a garantire la sopravvivenza di una classe dirigente che ha già dato molto per molto tempo. Apertura, coraggio, merito, partecipazione. Su queste poche parole si fonda il nostro impegno. Parole semplici e concrete che vantano un progetto ed un modo di lavorare e proporsi nella società davvero innovativo.
La mozione “Umbria per Marino” è quella che più di altre è in grado di riconnettersi al (purtroppo) vasto mondo degli scontenti e dei delusi dal PD. Le primarie saranno un’occasione importante per allargare in questa direzione la base di consenso del partito: il profilo politico col quale ci presentiamo, infatti, non è funzionale solo al successo di una mozione, ma dell’intero PD. Perciò, sentir parlare di voto utile tra i democratici è una vera e propria assurdità. Il Congresso non è una tornata elettorale. Ogni voto è utile se coerente all’onestà intellettuale di chi lo esprime; ogni voto è utile se contribuisce a definire, in piena libertà, il progetto politico del partito. Ogni mozione è utile se cerca di far vincere il PD prima che una delle parti che lo compone, in quanto il PD in cui credo, l’unico PD possibile, è un partito che ha un valore superiore alla somma delle sue parti.






















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